articoli di Cecilia Freschini

Inactive thinkers. L’essere di seconda classe | Cecilia Freschini

l 5 febbraio del ’89, una donna entra nella Galleria Nazionale di Pechino e spara due colpi di pistola su una scultura. La manifestazione viene immediatamente chiusa e censurata. Era il giorno dell’inaugurazione della mostra “China/Avant-Garde”, il primo evento di carattere sperimentale supportato dal governo cinese, Xiao Lu, una giovane artista, apre il fuoco non tanto per colpire l’oggetto in se stesso, ma la propria immagine riflessa sulla superficie dell’istallazione “Dialogue” da lei creata in collaborazione con Tang Song.

 

Abstract Tao

L’arte, in fondo, è il frutto di una necessità, così dopo l’esordio del “political pop”, emerge in Cina l’esigenza di una maggior introspezione, di una tendenza più intima. Si chiude con la celebrazione euforica, ma anche cinica e ironica, del consumismo urbano e si apre una danza equilibrata fra razionale e sensazionale, nella quale molti artisti contemporanei cinesi tentano la riconquista di un territorio.
Al materialismo pop risponde la spiritualità dell’astrazione e si procede verso una maturazione dell’autonomia culturale cinese.

 

La distanza del centro

Per quanto importante sia, la nostra singola centralità è solo una fra innumerevoli proiezioni soggettive che rientrano in un complesso sistema socio-culturale. In un momento storico come questo non ci si può permettere di focalizzare la nostra attenzione sull’area circoscritta da un unico compasso, ma bisogna avere la capacità di comprendere e confrontarsi con le altre sfere con cui inevitabilmente entriamo in contatto.
Il nostro perno interiore descrive un microcosmo, un’identità imprescindibile, ma limitato se non arricchito e nutrito attraverso una comprensione più ampia.