Nora Renaud - “iipolar”

Inaugura

Sabato, 30 Marzo, 2019 - 18:00

Presso

Galleria Eduardo Secci
piazza Carlo Goldoni, 2

A cura di

THE SWAN STATION (Luca Pozzi)

Partecipa

Nora Renaud

Fino a

Sabato, 11 Maggio, 2019 - 19:00

Nora Renaud - “iipolar”

Comunicato

La Galleria Eduardo Secci Project è lieta di presentare “#iipolar”, mostra personale di Nora Renaud, a cura di THE SWAN STATION, piattaforma curatoriale ideata da Luca Pozzi per l’attivazione di esperienze contro-intuitive legate a fenomeni di nonlocalità, entanglement, gravità quantistica e multidimensionalità. 

 

“Ho incontrato Nora nella massima depressione del pianeta, tra Giordania, Palestina ed Israele, nella cosiddetta rift valley, sulle rive del Mar Morto. Camminava sempre con una piccola lastra di rame in una mano e nell'altra il suo telefono cellulare. Entrambi gli oggetti avevano più o meno la stessa proporzione ed apparivano all'occhio esterno come strani device complementari ipertecnologici. Il rame da una parte, grezzo, in alcuni punti ossidato, in altri più lucido fino a diventare una specie di specchio, era messo sullo stesso piano dell'allora più evoluto tra i cellulari intelligenti. Nella mano destra l'età del rame (almeno cinquemila anni prima di Cristo) nella sinistra un giocattolo della quarta rivoluzione industriale basato sull'innovazione digitale dei processi di moltiplicazione e delocalizzazione esperienziale del tutto, del sempre e dell'ovunque. In modalità fotocamera puntava la lastra e continuava a scattare foto usando il materiale come filtro analogico, creando una narrazione della sua esperienza soggettiva vincolata, oltre che alla propria presenza nel luogo e nel tempo, anche alle proprietà indipendenti di un materiale sempre diverso, sempre nuovo, in costante trasformazione, in antagonismo esplicito con i filtri digitali sempre uguali, affidabili ed eterni di Instagram.” “#iipolar”parte da questi presupposti e ne accresce le derive in termini di complessità simbolica e di riferimenti culturali, etnografici e storici, mescolandoli ed interconnettendoli tanto da farne scomparire i contorni ma rispettandone i contrasti.

L'epicentro è la patologia del bipolarismo, disturbo comportamentale di sdoppiamento della personalità caratterizzata da transizioni di fase stranianti, passaggi quasi immediati da stati di euforia a cupa depressione. Nella ricerca di Nora Renaud tutto questo si traduce in una rete relazionale esplosa tra la dilagante attitudine alla condivisione di massa attraverso internet e la progressiva condizione di alienazione individuale domestica. Nata a Ginevra nella soffocante democrazia svizzera orientata all'iperorganizzazione legislativa, e teletrasportata a Bogotà nel cuore pulsante della caoticità colombiana tra Panama, Venezuela, Messico, Brasile ed Ecuador, Nora si appropria delle contraddizioni contemporanee e leconverte in fattore linguistico, fondendo arte, moda e performance. Attraverso la creazione di manufatti artigianali, post-produzioni digitali e vere e proprie azioni collaborative divulgate attraverso i social network, le sue opere sensibilizzano l'opinione pubblica su temi quali la salvaguardia delle minoranze etniche e la tutela dell'ambiente, affiancando a ragioni e scelte artistiche, questioni morali. Nel caso specifico Swan Station accoglie, all'interno del progetto inedito “#iipolar”DIAGNOSISISCARNAVALun percorso di promozione della 

 

 

 

 

fine di internet, innescato dall'attivazione di due personaggi, due maschere, due sopravvissuti che posano e scattano selfie in luoghi altamente contrastanti e stereotipati. In mostra è presente il Kit per la vestizione: costituito da un amuleto di bronzo con smeraldi incastonati, uno scettro di paglia intrecciata a mano da comunità rurali, stickers con simboli grafici, pellicce sintetiche e due maschere di legno grezzo intagliate dall'artista stessa in Colombia. È importante sottolineare che i volti rappresentano simultaneamente il simbolo (sorrisi positivi e negativi) scelto dal portale di condivisione del sapere globale Wikipedia per illustrare il disturbo bipolare e l'icona che Facebook offre di default agli utenti che decidono di non avere una precisa immagine di profilo. Due “Sculture” abitabili complementari e performabili da chiunque, installate in penombra, attraverso un display da museo etnografico parigino stile Quai Branly, esposte come se fossero reliquie di un futuro già passato vertiginosamente familiare, controparte materiale, conservativa e tradizionale di una narrazione parallela, onirica e digitale da seguire attivamente sull'account instagram dell'artista in coerente atteggiamento bipolare: norarenaud_hyperanalogist #iipolar #diagnocrazia. 

 

Nora Renaud

 

Nora Renaud (Ginevra, 1977), è un’artista Svizzera basata in Bogotá, Colombia. Opera in stretto contatto con l’antropologia della moda e i social media, e la sua pratica si collega ai rituali “simil_ancestrali” di comunità isolate in tutto il mondo e all’esplosione globale delle reti di gruppi effimeri: persone sconosciute o “profili” raccolti online. Gioca un ruolo importante nella creazione del “ñewpressionism”, un movimento artistico lanciato insieme all’artista di fama internazionale Miltos Manetas e altri, all’Istituto Svizzero di Roma (2014) e di Milano (2015). Lavorando manualmente alla creazione di oggetti unici e anacronistici e digitalmente, tramite uno smartphone Samsung Galaxy Note, dipinge sulla realtà, creando ibridi di filtri analogici e numerici per creare la base della sua estetica apparentemente contraddittoria, condivisa tramite l’uso dell’hashtag #filespaintings. Intesi come momenti digitali e timelapse tra antichi maestri come Degas, Velazquez, Segantini, Hodler e la contemporanea velocità della cultura post-Internet, i suoi lavori più recenti si focalizzano su “identità” e “antropologia” all’interno di un sistema globale. 

 

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