ARIANNA MORONI | Personale fotografica

ARIANNA MORONI | Personale fotografica

Titolo

ARIANNA MORONI | Personale fotografica

Inaugura

Sabato, 6 Ottobre, 2012 - 19:00

A cura di

Associazione Culturale Quattrocentometriquadri, con testo critico di Riccardo Lisi

Artisti partecipanti

Arianna Moroni

Presso

QUATTROCENTOMETRIQUADRI gallery

Comunicato Stampa

Ogni anno l’ Associazione Culturale Quattrocentometriquadri produce le sue tessere associative, FILIA e AGAPE, in omaggio rispettivamente alla città di Ancona, sede della galleria, e alle Capitali Culturali Europee dell’anno in corso, che invece rappresentano il riferimento simbolico-culturale cui tendere.
L’edizione 2012 del Quattrocentometriquadri photocontest ha visto Arianna Moroni vincitrice della sezione FILIA, con uno scatto che ha riscontrato successo e suscitato grande curiosità per il lavoro di questa giovane fotografa marchigiana.
In occasione della notte bianca di Ancona, la galleria ha scelto così di aprire le sue porte per ospitare un progetto fotografico dedicato alla donna, al suo corpo, alla sua intimità.
Arianna Moroni, classe 1988, nasce a San Severino Marche. Dopo aver frequentato la scuola di Grafica Pubblicitaria e la Scuola Internazionale di Comics a Jesi (AN), scopre la passione per la fotografia ‘di strada’ durante un viaggio. Utilizzando nei primi anni una semplice ‘compatta’, successivamente perfeziona mezzi e intenzioni: coniugando fotografia e grafica acquisisce via via uno stile sempre più personale.
In questa occasione la galleria Quattrocentometriquadri dedica ad Arianna Moroni una personale, lasciandola libera di esprimersi in un progetto coerente e unitario per raccontare il suo linguaggio.
Se in varie occasioni l’attenzione della fotografa si è rivolta a figure maschili e femminili, in questa occasione il corpo della donna diventa protagonista del suo progetto. Quell’esplosione di sensi, impercettibile all’occhio che guarda ma non vede, diventa l’oggettodella ricerca: riuscire a catturare attraverso le forme del corpo, nell’istante dello scatto, quell’insieme di sensazioni nascoste nell’anima, scavando quanto più possibile nell’intimo della persona.
“Ho sempre conservato in me la paura di avvicinarmi, di violare l’intimità altrui e di essere violata nella mia. Nel contempo sentivo l’esigenza e il forte desiderio di vedere più da vicino per fotografare ciò che non osavo guardare”, racconta la stessa Arianna.
Sabato 6 ottobre, in occasione della notte bianca di Ancona, dalle ore 19 alle ore 24, Quattrocentometriquadri gallery vi invita a farvi catturare da questi affascinanti corpi femminili, che solo corpi appunto non sono.
La mostra sarà visitabile fino al 13 ottobre, dal lunedì al sabato 18.30-20.00. L’ingresso è libero.

Si ringrazia la modella Giulia Ripesi.
LIMEN. UNA SOGLIA DIFFICILE DA VARCARE
FOTOGRAFIE DI ARIANNA MORONI

Testo critico di Riccardo Lisi

La fotografia vive un periodo di transizione. Da un lato ogni minuto in cui siamo per strada vediamo qualcuno che scatta una foto, di norma usando il proprio telefono, se non un tablet.
Dall'altro il mondo finora a sé dell'arte fotografica sembra finalmente abbandonare ogni remora nel comunicare con un'arte contemporanea dove la fotografia è giustamente vista come uno dei possibili mezzi creativi usabili, ripiegando rispetto ad un arroccamento tecnico tipico di un certo professionismo fotografico, in particolare nell'analogico. Un mondo, quello della fotografia analogica, che ormai tende verso la morte, anche per la difficoltà nel reperire le pellicole.
In questa marmellata d'immagini un giovane fotografo che voglia provarsi nella creazione artistica faticherebbe ad emergere se non avesse uno stile proprio, peculiare. Questo è il caso della giovane Arianna Moroni (1988) che apre la Notte bianca a Quattrocentometriquadri con un'esposizione personale di grande intensità emotiva.
Una delle due immagini di grande formato esposte ci mostra una giovane donna urlante dal corpo rarefatto, come a far emergere solo la sua interiorità tumultuosa. Mi ricorda istintivamente la Nike di Adolfo Wildt, la cui arcana, misteriosa bellezza giace in un poco noto atrio borghese, a Milano.
In effetti questa icona femminile avvolta nel nero assoluto potrebbe rappresentare un mito, una deità, quando invece è un semplice essere umano di fronte alla soglia del non detto, del non esprimibile.
Il corpo limita l'anima, nelle immagini realizzate da Arianna Moroni, ma è un corpo non univocamente determinato. Le sovrapposizioni semplici e non frutto di elaborazioni digitali – pur se la ripresa è appunto digitale e non analogica – offrono nell'altro grande formato esposto un gioco aereo dove il viso è assente e nel dinamismo delle membra sembrano apparire colombe in realtà inesistenti.
La motilità del corpo, esaltata dalle giustapposizioni delle pose, produce come esito anche altre immagini di grande effetto. Le mani coprono occhi e bocca con effetti di trasparenza dovuti anch'essi alla doppia o tripla esposizione. Non tutto può essere detto o visto, in un gioco dove emerge anche una forte tensione erotica, di cui la fotografa si fa medium e che risulta avvincente.
Mani che sovente non sembrano appartenere alla modella stessa. Essa sembra perdere la percezione, la consapevolezza di un corpo che ha una funzione ambigua ed ambivalente: esca e corazza. Anche nelle foto a colori la luce naturale, unica fonte impiegata da Moroni, restituisce volumi statuari e trame organiche complesse.
La mostra si completa con quattro piccoli formati privi di sovrapposizioni ma ove il ritratto appare arabescato – reso ieratico od anche àlgido - da un pizzo. Vi è qui il riferirsi, forse, ad un vero classico della fotografia, non solo femminile: Francesca Woodman. Traspare lo stesso male di vivere, la stessa dialettica tra pulsioni interiori e limiti esteriori
Riccardo Lisi

Riccardo Lisi è critico d'arte contemporanea. Ha vissuto a lungo a Senigallia dove ebbe come primo interlocutore in quest'ambito Mario Giacomelli. Risiede da molti anni al confine con la Svizzera, dove ha diretto per oltre cinque anni il centro culturale la fabbrica, nel Locarnese (www.lafabbrica.ch), curandovi circa sessanta esposizioni. Tra esse spicca la prima esposizione in duo di Enzo Cucchi e, appunto, Mario Giacomelli, anticipatoria di progetti curatoriali di Achille Bonito Oliva. Sovente ha portato in Svizzera rappresentanti della cultura delle Marche, segnalando parallelismi con un altro mondo originariamente rurale, cioè il Canton Ticino. Dal 2007 opera anche come assistente di artisti internazionali: Vanessa Beecroft, Chiara Dynys e Marco Poloni, coordinandone performance, esposizioni e riprese di video e film.
Dal 2009 collabora come curatore con la galleria Quattrocentometriquadri di Ancona

arte contemporanea, gallerie, mostre, eventi

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