Alice Olimpia Attanasio. Tragedy Today n 0: the flooding. A cura di Mario Manduzio

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Nel momento in cui mi sto cimentando nello scrivere il testo relativo alla mostra di Alice Olimpia Attanasio, giungono martellanti le notizie riguardanti il naufragio della nave Concordia nell’ immediata prossimità dell’ isola del Giglio. L’ etere radiofonico, televisivo e “internettiano” già ci subissa di notizie più o meno certe ed opinioni più o meno valide, da quella del vissuto “uomo di mare”, ora assurto ad una popolarità tanto istantanea quanto insperata, al testimone oculare della tragedia che, con il suo telefonino, ha documentato “tutta la tragedia minuto per minuto”.

E’ da situazioni come queste che l’artista ha tratto ispirazione per le sue “inondazioni”.

Ho avuto modo di incontrare Alice, ed il suo aspetto, la sua giovane età, il suo modo di comunicare, semplice, ma nello stesso tempo fresco ed efficace, mostra una grande contiguità con quella mitica (o tragica?) “età dell’ oro” che è l’infanzia, la fanciullezza. Questa semplicità, questa freschezza, questa efficacia comunicativa, questa capacità di sintetizzare il “molteplice” nell’ “Uno” della creazione artistica, si ritrovano in tutti i suoi lavori.

Restringendo il campo, avvicinando lo zoom e focalizzandosi sulla mostra in questione, l’artista coglie e veicola un aspetto essenziale del contemporaneo mondo “iper-mediatico”.

Scevra da qualsiasi suggestione o definizione artistica, Alice libera la sua individualità e la sua originalità, librandosi leggera sul tragico tema delle inondazioni. Dallo Tzunami della Tailandia del 2004, a quello giapponese dello scorso anno, dall’ Uragano Katrina alle alluvioni della Liguria, dai naufragi dei gommoni, sino a quelli di quelle città galleggianti e lussuose che sono le navi da crociera, l’ acqua, fonte di vita, nelle tragedie mostra il suo colore blu notte, scuro, profondo, foriero di lutto e di morte.

La comunicazione del  “villaggio globale” è un cibo a cui difficilmente rinunciamo per metterci a dieta. Popoli di teleutenti ed internauti, si affannano in cerca di notizie tragiche sempre più dettagliate, sempre più appetibili.

E per essere appetibili i media tendono a renderle anche commestibili … E cosa ingolosisce l’adulto-bambino più de dolci? L’artista mette in campo allora una serie di inondazioni di caramelle, muschmellows, trasformando il colore “blu notte – blu morte” in una variopinta epifania di cromatismi e l’odore, salmastro e paludoso, in profumo di biscotti, galleggianti barchette in un mare “multicolor”.

La modalità rappresentativa ludica e giocosa con cui Alice porta in scena le tragedie dell’ acqua, altro non è che un tentativo di farci riflettere sulla stridente contrapposizione tra il dolore delle vittime e dei di loro famigliari, realmente coinvolti in queste tragedie, il cinismo dei media che cercano di rendere appetibili, “colorate” e “profumate” come dolciumi le notizie più tragiche, trasformando il dramma in reality e l’ ingordigia e del “consumista mediatico”, teledipendente e accanito internauta, teso a soddisfare la propria voracità.

 

Mario Manduzio Gennaio 2012

 

 

 

Data Inaugurazione: 
Mercoledì, 25 Gennaio, 2012 - 18:00

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