AL M.U.S.A. UN WEEK END DI PROIEZIONI TRA UN OMAGGIO A JOHN CAGE, LE PITTURE RUPESTRI PIU’ ANTICHE DEL MONDO E I MIRACOLI DELL’ARTE

AL M.U.S.A. UN WEEK END DI PROIEZIONI TRA UN OMAGGIO A JOHN CAGE, LE PITTURE RUPESTRI PIU’ ANTICHE DEL MONDO E I MIRACOLI DELL’ARTE

Titolo

AL M.U.S.A. UN WEEK END DI PROIEZIONI TRA UN OMAGGIO A JOHN CAGE, LE PITTURE RUPESTRI PIU’ ANTICHE DEL MONDO E I MIRACOLI DELL’ARTE

Inaugura

Venerdì, 3 Agosto, 2012 - 18:00

A cura di

alessandro romanini

Artisti partecipanti

Werner Herzog, John Cage, Vik Muniz, Nam June Paik...

Presso

M.U.S.A. Museo Multimediale della Scultura e dell’Architettura di Pietrasanta

Comunicato Stampa

Un altro week end all’insegna dell’arte al M.U.S.A. Museo Multimediale della Scultura e dell’Architettura di Pietrasanta. Continua il programma a ingresso gratuito di “Scolpire il tempo. Dal Documentario d’Arte alla Videoart” un percorso nella storia dell’arte contemporanea proposto dal MUSA, progettato dalla Fondazione Centro Arti Visive di Pietrasanta, curato da Alessandro Romanini, facente parte del progetto “Memoria del Futuro” sostenuto dalla Regione Toscana.
Arte dalle origini ai giorni nostri è proprio il caso di dire, perché venerdi 3 agosto alle ore 18:30 (ripetuto alle ore 21:30), viene presentato il documentario “Cave of Forgotten Dreams”, diretto dal regista cinematografico Werner Herzog (suoi film come Fitzcarraldo, Nosferatu e il recente Il Cattivo Tenente).
Il documentario del 2010, è un’immersione in alta definizione nelle Grotte di Chauvet, in Francia, dove sono stati scoperti oltre 500 pitture rupestri considerate le più antiche del mondo, risalenti a oltre 32mila anni fa.
Herzog, dopo lunghe ed estenuanti trattative con il Ministero della Cultura Francese ha ottenuto di poter filmare questi preziosi reperti, seguendo rigide regole e guidandoci così in una vera e propria spedizione speleologica nei meandri della grotta, accompagnando allo stupore della graduale scoperta di questi dipinti e dei loro primitivi autori la messa in evidenza dell’insopprimibile e arcaica esigenza di esprimersi dell’essere umano.
Proprio la vocazione innata all’espressione dell’essere umano e la forza miracolosa dell’arte sono il tema del documentario candidato all’Oscar 2011 “Wasteland”, che segue per tre anni l’artista di origine brasiliana Vik Muniz nella realizzazione della sua opera “Self Made” a fianco dei “catadores” ( raccoglitori che frugano ogni giorno
nella spazzatura alla ricerca di materiale riciclabile) della più grande discarica del mondo, nella periferia abbandonata di Rio de Janeiro.
La comunità dei raccoglitori di Jardin Gramacho, sopravvive ai limiti delle possibilità umane recuperando dalla discarica tutti i materiali di risulta utili per essere rivenduti.
La regista Lucy Walker, segue Vik Muniz e un gruppo di catadores, incrociando le loro vicende umane con quelle artistiche, bilanciando il lavoro nella discarica con quello della composizione dell’opera, dimostrando come dalla spazzatura, riconvertita in opera d’arte, possono essere coronati i sogni e i desideri dei singoli.
Infatti, come vediamo nel filmato dalla vendita all’asta delle opere, costruite nel corso dei tre anni, ciascuno dei raccoglitori realizzerà un proprio progetto, riscattando un’esistenza umiliante.
Il programma delle proiezioni, realizzato in collaborazione con il Comune di Pietrasanta, Artigianart e la Camera di Commercio di Lucca, continua Domenica 5 agosto, a partire dalle 18:30 è ancora una volta la videoart a fare da padrona, con una selezione di video tra cui spicca l’omaggio al “poeta del silenzio John Cage”, di cui ricorre il centenario della nascita (1912) e il cinquantenario della composizione della famosa opera 4’33” realizzata nel 1952. Cage, padre della musica sperimentale contemporanea, tra i teorici e i pionieri degli happening e della multimedialità viene visto all’opera nel video “Catch 44”, video co-prodotto con il videoartista coreano Nam June Paik, mentre realizza una performance trasmessa dalla Boston Public Television Station nel 1971.
Nel video vengono evidenziati i cardini della poetica di John Cage, in particolare l’importanza dell’improvvisazione e del conseguente utilizzo del repertorio sonoro che l’ambiente in cui opera offre, sovvertendo le aspettative del pubblico televisivo.
A integrare l’omaggio al musicista americano, la proiezione del video di Nam June Paik “A Tribute to John Cage” realizzato nel 1973.
Tra i protagonisti della videoart troviamo anche una selezione dei lavori realizzati da Gary Hill tra il 1975 e il 1979, pioniere dell’arte elettronica e delle installazioni video Hill, ha caratterizzato da sempre il suo lavoro influenzato dall’arte concettuale, per il rapporto tra immagine e testo scritto, identità e corpo, creando un’armonica composizione audiovisiva che richiede la partecipazione attiva dello spettatore.
Aspen Project è il titolo del video realizzato nel 1970 da Dennis Oppenheim, che presenta azioni performative nelle quali l’artista interagisce con elementi naturali.
Il lavoro di Oppenheim spazia dalla scultura alla fotografia alla performance e risulta tra i primi negli anni 70’ a utilizzare il mix di cinema e video.
Michael Snow, riconosciuto come uno dei più importanti filmaker sperimentali, presenta qui il video WVLNT del 2003, sorta di remix, sintesi simultanea di suono e immagine del suo capolavoro del 1966-67 Wavelenght.
Del compositore minimalista, performer e artista visivo Charlemagne Palestine, troviamo il video Body Music I e II, (1973-74) sintesi della sua poetica che vede l’artista stesso prodursi in una serie di performance nelle quali la ritualità e la fisicità fungono da veicolo per la trasposizione degli stati mentali, allineandosi a quella poetica di ascendenza zen che caratterizza molta della videoart delle origini.
Ma ampio spazio viene anche dedicato ad artisti dei nostri giorni, che hanno scelto lo strumento video per esprimersi.
Shut The Fuck Up (1984) è realizzato da General Idea, un collettivo formatosi nel 1969 che lavora secondo principi concettuali per produrre parodie visive dello artworld e dei media popolari, utilizzando la fotografia, il video, l’editoria, la grafica ecc..
Ryan Trecartin, (1981) considerato uno dei più innovativi giovani artisti che utilizzano il mezzo video, struttura una narrazione fantastica, composta da immagini digitali mixate con altre prelevate da internet e dalla cultura pop in genere.
Il video presentato Yo A Romantic Comedy (2003) utilizza questa formula, mischiando clichè della cultura hip-hop con topoi del melodramma e dell’iconografia dark e gotica, per produrre una narrazione iperrealistica e onirica.
Informazioni: tel e fax 0584 792655
segreteria.fondazione@cavpietrasanta.it
www.cavpietrasanta.it

arte contemporanea, gallerie, mostre, eventi

Come Arrivare?

Chi c'è on line?

Ci sono attualmente 1 utente e 519 visitatori collegati.

Informazioni su ''

Accesso utente

CAPTCHA
Inserisci il codice che vedi qui sotto. Serve per evitare la spam e dimostrare che sei un umano e non un computer.

lobodilattice newsletter

Iscrivendoti accetti le nostre Privacy Policy ( link in fondo alla pagina)