AL CUORE DEI CONFLITTI, rassegna cinematografica

AL CUORE DEI CONFLITTI, rassegna cinematografica

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AL CUORE DEI CONFLITTI, rassegna cinematografica

Inaugura

Martedì, 5 Febbraio, 2013 - 21:00

Presso

AUDITORIUM

Comunicato Stampa

AL CUORE DEI CONFLITTI

Rassegna cinematografica | IV edizione

Bergamo, 5 - 9 febbraio 2013

Auditorium Piazza Libertà

www.alcuoredeiconflitti.it

Parte da Bergamo, dove si svolgerà dal 5 al 9 febbraio, la quarta
edizione de AL CUORE DEI CONFLITTI, rassegna cinematografica
itinerante, che durante il 2013 toccherà diverse città italiane.

Visioni e riflessioni sui conflitti geopolitici, ma anche urbani,
razziali e di genere, che assillano numerose zone del pianeta. Film
inediti per scoprire storie poco conosciute, attraverso gli occhi di
chi questi conflitti li ha vissuti o li vive sulla propria pelle.

“Per capire un conflitto o una rivalità geopolitica, non basta
precisare e cartografare le poste in gioco, bisogna anche cercare, lo
si è visto – soprattutto quando le cause sono complesse – di
comprendere le ragioni, le idee dei suoi principali attori: capi di
Stato, leader di movimenti regionalisti, autonomisti o
indipendentisti, eccetera. Ciascuno di essi esprime e influenza a un
tempo lo stato d’animo della parte di opinione pubblica che
rappresenta. Il ruolo delle idee - anche se sbagliate – è capitale
in geopolitica. Sono esse a spiegare i progetti e a determinare la
scelta delle strategie, certo insieme ai dati materiali.” (Yves
Lacoste).

La rassegna AL CUORE DEI CONFLITTI è organizzata da Federazione
Italiana Cineforum in collaborazione con Lab 80 film, Laboratorio 80,
Osservatorio Balcani e Caucaso, Università di Modena e Reggio Emilia,
Bergamo e Balcani ed è realizzato con il sostegno dell'Unione europea
nell'ambito del progetto Racconta l'Europa all'Europa.

IL PROGRAMMA
_ martedì 5 febbraio, ore 21.00 | Bergamo, Auditorium Piazza Libertà

Cogunluk - Majority di Seren Yüce, 103' - Turchia 2010 | Anteprima
(v.o. sott.ita.)

La Turchia tra spinte di modernità e vincoli della tradizione.

Mertkan conduce una vita semplice a Istanbul fino al giorno in cui
incontra Gül, una ragazza curda della Turchia orientale, fuggita
dalla propria famiglia. La relazione è ostacolata da Kemal, il padre
del ragazzo, e dalla cultura maschilista di cui è imbevuto Mertkan.

«Sotto una veste chiamata tecnologia si dissimula la complessa
struttura dell'umanità che da sempre è fondata sul maschilismo.
Cogunluk è una critica di me stesso e della società turca di cui io
sono un membro. Il mio obiettivo è quello di "osservarci" attraverso
una famiglia che è il nucleo della società». (Seren Yüce)

Premi e Festival: Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di
Venezia (Giornate degli Autori), Thessaloniki International Film
Festival, International Film Festival Rotterdam, Karlovy Vary Film
Festival.

_ mercoledì 6 febbraio, ore 21.00 | Bergamo, Auditorium Piazza
Libertà

Barrura begiratzeko leihoak (Windows Looking Inward) di Josu Martinez,
Txaber Larreategi, Mireia Gabilondo, Enara Goikoetxea, Eneko
Olasagasti, 90' - 2012| Anteprima (v.o. sott.ita.)

Cinque registi si confrontano col tema della prigionia politica basca.

Cinque registi ritraggono cinque prigionieri politici baschi. Una
giovane donna conta i giorni rimanenti prima di essere arrestata. Un
uomo torna in libertà dopo 17 anni di carcere. Una madre registra
ogni conversazione telefonica che ha avuto con la figlia imprigionata
su 125 cassette. Un intellettuale, docente di giornalismo, cerca di
trovare se stesso nella solitudine della sua cella. Un ex leader di
ETA torna in contatto con un caro amico di gioventù, ora regista.
Cinque sguardi per raccontare la vita delle persone dietro le sbarre,
dietro gli eventi, dietro i titoli dei giornali.

_ venerdì 8 febbraio, ore 21.00 | Bergamo, Auditorium Piazza Libertà

Kriegerin - Combat Girls di David Wnendt, 100' - Germania 2011 |
Anteprima (v.o. sott.ita.)

L'Europa dell'intolleranza.

Marisa, una ragazza tedesca di 20 anni, odia gli stranieri, gli ebrei,
gli sbirri e chiunque ritenga colpevole del declino del suo Paese.
Provoca, beve, fa a botte e vuole farsi un nuovo tatuaggio: il
ritratto di Adolf Hitler. L'unico posto in cui si sente a casa è il
gruppo neonazista di cui fa parte, al cui interno odio, violenza e
feste heavy metal sono all'ordine del giorno. Quando la quattordicenne
Svenja si unisce a loro, Marisa le sembra un modello da seguire:
incarna perfettamente la figura della guerriera che combatte per le
ideologie del gruppo. Ma le convinzioni di Marisa si trasformeranno
nel momento in cui conoscerà per caso un giovane rifugiato afgano.
Confrontandosi con lui, capirà che non esistono solo i principi
bianchi o neri in cui crede la sua gang.

Premi e festival: São Paulo International Film Festival, Munich Film
Festival, Cottbus Film Festival, Roma Independent Film Festival.

_ sabato 9 febbraio, ore 21.00 | Bergamo, Auditorium Piazza Libertà

Krivina di Igor Drljaca, Canada, Bosnia-Erzegovina 70' - 2012 |
Anteprima (v.o. sott.ita.)

La guerra nei Balcani, vent'anni dopo.

Miro, immigrato originario dell'ex Jugoslavia, vive a Toronto. Poiché
ha difficoltà a relazionarsi con gli altri, non rimane mai troppo a
lungo nello stesso posto. Quando poi scopre che Dado, un suo vecchio
amico scomparso da oltre due decenni, è ricercato per crimini di
guerra, la sua vita prende una piega inaspettata. Saputo che Dado è
solito visitare ancora Zljebovi, un villaggio alla periferia di
Sarajevo, Miro decide di partire per la Bosnia e rintracciarlo.

Premi e festival: Toronto International Film Festival.
A seguire

Cinema Komunisto di Mila Turajlic, Serbia 101' - 2010 | Anteprima
(v.o. sott.ita.) - documentario

Un'illusione cinematografica chiamata Jugoslavia.

Dei set cinematografici in rovina possono rivelarci qualcosa sul
crollo della scenografia in cui vivevamo? Quanti livelli di
comprensione contengono le storie mai raccontate di coloro che
lavorarono nel cinema negli anni di Tito? La storia dell'ascesa e
della caduta della cinematografia jugoslava può contribuire a
spiegare l'edificazione e il crollo della Jugoslavia? Cinema Komunisto
ci accompagna in un viaggio tra le rovine dell'industria
cinematografica di Tito esplorando l'ascesa e la caduta dell'illusione
cinematografica chiamata Jugoslavia. Grazie a rari filmati provenienti
da decine di film jugoslavi, da inediti materiali d'archivio e dalle
proiezioni private di Tito, il documentario ricrea la costruzione
narrativa di un Paese attraverso le storie raccontate sullo schermo e
quelle nascoste dietro di esso. Celebrità come Richard Burton, Sofia
Loren e Orson Welles aggiunsero un tocco di fascino internazionale
alle ambizioni cinematografiche nazionali con le loro apparizioni in
super-produzioni finanziate dallo Stato. Il proiezionista personale di
Tito (che gli proiettò una pellicola a sera per trent'anni), il suo
regista preferito, l'attore più famoso di pellicole partigiane e il
direttore degli studi cinematografici, con i suoi rapporti con la
polizia segreta, ci raccontano il modo in cui fu costruita sullo
schermo la storia della Jugoslavia. (Peter von Bagh)

Premi e festival: Gold Hugo for Best Documentary at Chicago
International Film Festival, Alpe Adria Cinema Award for Best
Documentary Film at Trieste Film Festival, Sevilla International Film
Festival, Docslisboa,Lisbon, Sarajevo Film Festival, IDFA.
***********************************************************

INFO

Lab 80 film - via Pignolo, 123 – 24121 Bergamo

tel.: 035 363087 | fax 035 341255

sito web: www.alcuoredeiconflitti.it

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