Agnes Prammer | Human Atlas

Agnes Prammer | Human Atlas

Titolo

Agnes Prammer | Human Atlas

Inaugura

Martedì, 28 Gennaio, 2014 - 18:30

A cura di

Daniele Astrologo Abadal, Adelaide Santambrogio

Artisti partecipanti

Agnes Prammer è nata a Vienna nel 1984. Studia fotografia e design della comunicazione a Vienna. Lavora come assistente fotografo a New York, Denver e St. Louis. Al suo rientro in Europa, studia arte all’Accademia di Belle Arti di Vienna e a Londra presso la Slade School of Fine Art. Ha ricevuto numerosi premi, tra i quali il Printed Matter Award di New York. 

Presso

Harlem Room
via di Porta Tenaglia 1 20121 Milano

Comunicato Stampa

Martedì 28 gennaio ore 18.30, presso Harlem Room, si inaugura la mostra Human Atlas di Agnes Prammer (Vienna, 1984), con il patrocinio del Forum Austriaco di Cultura (Milano).
 

I lavori di Agnes Prammer sono caratterizzati da un intenso interesse per il linguaggio che si manifesta con l’uso di antiche tecniche fotografiche e con la realizzazione di libri d’artista.

La sua indagine affronta diverse tematiche, quali la religione, i rituali, la cultura dei giovani, la rappresentazione delle donne, la morte, la natura, la globalizzazione e il tempo. Questo interesse la porta a spaziare dalla sociologia visuale, al ritratto fotografico, con la messa in scena di una documentazione fotografica accreditata dalla storia.
 

Nella mostra Human Atlas, Prammer, insieme a più stampe fotografiche e a due libri d’artista, espone alcuni esemplari di ferrotipi e ambrotipi (fotografie su vetro o metallo, realizzati con una tecnica del XIX secolo, chiamata wetplate photography). I lavori in mostra appartengono a tre diverse serie, realizzate in altrettanti momenti: in Missuri nel 2008, a Vienna nel 2011, a Vienna e Salisburgo nel 2013.

Il tema comune è il ritratto di gruppo. Prammer predilige ritrarre giovani teenagers e concentrarsi sulla posa dei suoi modelli. La tecnica della ferrotipia, prevedendo tempi di esposizione molto lunghi, rompe con  gli usuali parametri della fotografia moderna, votata all’istantanea e alla moltiplicazione dell’immagine. Con l’uso dell’antica tecnica, invece, si hanno immagini uniche, non replicabili, e le persone ritratte sono costrette a rimanere in posa per un tempo prolungato, rendendo imprevedibile l’esito finale. Prammer in questo modo crea uno spazio dove sono possibili immagini altre.

L’esposizione è testimoniata da un prezioso volume a fisarmonica, tirato in 120 esemplari, numerati e firmati. L’impaginazione, ideata dall’artista, consente di esemplificare la sua sensibilità creativa, senza trascurare la documentazione della opere esposte.

 

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