AGENDER Queer Cinema and Future Arts Festival (2)

arte contemporanea, gallerie, mostre, eventi

 

Il Nuovo Cinema Aquila e www.taxidrivers.it

presentano

AGENDER

Queer Cinema and Future Arts Festival 

prima edizione, 9-11 dicembre

Nuovo Cinema Aquila - Via L’Aquila 68, Roma (Pigneto)

 

Agender è un festival internazionale dedicato al cinema queer e alle arti future, un focus su generi, orientamenti sessuali e corpi, attraversati e raccontati da linguaggi differenti quali cinema, teoria, musica, arte contemporanea, in una visione poliedrica e di ricerca. 

 

Nato da una costola del Tekfestival (2002-2010), Agender debutta come rassegna LGBTI e Queer indipendente: proiezioni, incontri con registi/e e attori/e, performance, presentazioni di libri e happening musicali per aprire il concetto di uguaglianza al rispetto delle differenze, per stimolare l’emancipazione delle diversità, per esplorare le identità non necessariamente sulla base della “norma”. Tre giorni di narrazioni su orizzonti presenti e futuri di culture, economie, politiche e socialità; in poche parole di ciò che, contrariamente all’espressione impropria di “minoranze di genere”, mediante proposte culturali specifiche ha contribuito negli ultimi anni a rinnovare il panorama culturale di Roma, aprendo la città al cosmopolitismo e al confronto con la produzione mondiale. Al fine di restituire una visione a 360 gradi di tale immaginario culturale, Agender si articola in alcuni appuntamenti collaterali alla sezione cinematografica, quali Agender Theory, Agender Arts, Agender Party e Agender Off.  

 

Agender Movie. Film, corti e documentari italiani e stranieri, alcuni a produzione indipendente altri provenienti dal circuito dei più importanti festival internazionali sono al centro della selezione cinematografica di Agender. Venerdì 9 inaugurano la rassegna le prime produzioni italiane in programma: No Gravity di Silvia Casalino (film sul ruolo delle donne astronaute nell’ingegneria aerospaziale, chiamando in causa le teorie cyberfemministe di Donna Haraway e la prima donna astronauta Claudie Haigneré) e Abbiamo un problema di Canecapovolto (documentario sulla costruzione in Sicilia del “nemico omosessuale" realizzato con un’architettura cut-up sonora e visiva). 

Alle 22,50 si prosegue con l’anteprima romana del film vincitore al Festival MixMilano 2011 80EUGEAN di Jon Garaño e José María Goenaga, narrazione sottile e setosa su uno dei temi più complessi della cultura lesbica: il rapporto d'amore tra due donne anziane. 

 

Sabato 10 è la volta della seconda produzione italiana in rassegna: Essere Lucy della regista Gabriella Romano, film di “resistenza” sull’esperienza della transessualità nel campo di concentramento nazista di Dachau. 

A seguire il documentario Fake Orgasm di Jo Sol sulla costruzione sociale dei generi attraverso un ironico percorso che dalla falsificazione dell’orgasmo porta alla teoria queer. Sarà presente in sala Lazlo Pearlman, protagonista del documentario e ospite d’eccezione della serata.  

Si prosegue alle 22,50 con il film Romeos di Sabine Bernardi, in cui la regista tedesca indaga sul rapporto tra culture giovanili tedesche, etnie e transessualismo female to male. 

 

Si riprende domenica 11 con un’altra storia di amore complessa, struggente e avvincente, quella tra Genesis Breyer P. Orridge (ovvero l'ultimo fuorilegge del XX secolo, fondatore dei Throbbing Gristle, Psychic Tv e del movimento industrial) e Lady Jaye raccontata nel film di Marie Losier The ballad of Genesis and Lady Jaye: esperienza pandrogina tra i due amanti che, come ultimo atto d’amore, si sottopongono a un intervento di chirurgia estetica per arrivare all’uguaglianza dei loro corpi e creare un terzo essere, diventando loro stessi uno e molteplice. 

Dopo Cockettes, il nuovo film di David Weissman e Bill Weber, We were here ci riporta al periodo del contagio da Hiv nella storica comunità di San Francisco, esplorando il ruolo della sessualità, della politica, della società, dell'auto-organizzazione e della comunità lesbica tra devastazione del nuovo male ed eroismo umano, proponendo materiali di repertorio preziosissimi. 

 

In occasione della recente scomparsa del regista underground George Kuchar, la rassegna si conclude con un omaggio all’epopea visionaria dei gemelli-registi Kuchar - padri del filone trash e camp, nonché ispiratori della cinematografia di John Waters – con la proiezione del documentario It came from Kuchar di Jennifer M. Kroot. 

 

Agender Theory. Agender si propone come spazio per la teoria e la letteratura nelle presentazioni letterarie quotidiane (ore 18,30 Foyer del Nuovo Cinema Aquila) insieme agli autori: venerdì 9 Il gioco delle parti (Mondadori) di Laura Schettini, riflessione storico-antropologica sul “travestitismo di genere” in Italia a cavallo tra Otto e Novecento con reading di Silvia Gallerano; sabato 10 da New York la rivoluzionaria dei generi Diane Torr con il suo Sex, Drag, and Male Roles: Investigating Gender as Performance (Paperback) apre uno spaccato di turbolenza, dolcezza, attivismo ironico e libertà con una performance che mette al centro il corpo come campo di battaglia; domenica 11 nel quadro dei porn studies l’editore di QueerFrame, Cosimo Santoro, curatore di Bruce(x)ploitation (QueerFrame), percorso fotografico sulla storia del soggetto queer per eccellenza, Bruce LaBruce.

 

Agender Arts. Arte contemporanea e fotografia trovano posto in Agender con una un’istallazione di Jacopo Benassi, il fotografo che prende a pugni la vita creando ecchimosi di immagini, dove l’amore per la figura drop-out, per gli esclusi della sessualità lo rende testimone oculare e vittima di se stesso. Considerato l’erede di Diane Arbus, con The ecology of the image (Le Dictateur) Jacopo Benassi ha esposto in tutto il mondo, oggi è impegnato sul fronte editoriale con il blog fotografico e la casa editrice Talkinass (www.talkinass.tumblr.com).

 

Agender Party. Non poteva mancare il momento danzereccio e festaiolo con il party di Agender che sabato notte vede alternarsi dj e vjs del scena queer e femminista internazionale (tra cui Silvia Trix) nei locali del Nuovo Cinema Aquila. 

 

Agender Prenatal. Giovedì 8 dicembre ore 18,30 aperitivo di presentazione del Festival presso Tuba, bazar erotico e libreria per le donne, in Via del Pigneto 19.

 

 

Info e contatti:

 www.cinemaaquila.com

 www.facebook.com/agendercinema

 

Ufficio stampa: Monia Cappuccini,  mo.cap@email.it 333-6762540

 

 

 

 

 

Dettaglio programma

PROGRAMMA AGENDER 

Queer Cinema & Future Arts Festival

prima edizione 9-11 dicembre

Nuovo Cinema Aquila – Via L’Aquila 68, Roma

 

 

 

Giovedì 8 dicembre

 

AgenderPrenatal: ore 18,30 

Presentazione-aperitivo presso Tuba, bazar erotico e libreria delle donne, in Via del Pigneto 19.

 

 

Venerdì 9 dicembre

 

AgenderTheory: ore 18.30 – Foyer Nuovo Cinema Aquila

Presentazione de Il gioco delle parti. Travestimenti e paure sociali tra Otto e Novecento di Laura Schettini (Mondadori, 2011), reading di Silvia Gallerano. 

 

AgenderFilm: ore 20.30 – Sala 1 

NO GRAVITY di Silvia Casalino (Germania, 2011, 60')

Piattaforme di lancio nella Guiana francese, rane volanti nello spazio, piante tropicali tra i modelli riprodotti nei centri spaziali in Russia, un’iguana recita il cyborg di Donna Haraway, fantastiche immagini d’archivio delle agenzie spaziali di tutto il mondo. Un film tra scienza e finzione, creato da cervelli queer-femministi; tre generazioni di donne attraversano tre continenti all’insegna di una sola fascinazione: la scienza spaziale e la tecnologia.

 

Silvia Casalino, Savigliano (Cn), 1971. Laureata in Ingegneria spaziale, lavora per l’agenzia spaziale francese (CNES) a Parigi. Nel 2009 grazie a una borsa di studio dell’ICI di Berlino ha iniziato il progetto No Gravity. 

 

Ore 21,40 – Sala 1

ABBIAMO UN PROBLEMA di Canecapovolto (Italia, 2011, 72’)

Il collettivo catanese realizza una serie di interviste, alcune vere e altre costruite, a persone eterosessuali e ad altre omosessuali, invitate a rispondere a cinque domande fingendo di avere opposto orientamento sessuale.

 

Canecapovolto nasce a Catania nel 1992 come gruppo di sperimentazione sulla visione e sulla percezione. Il gruppo ricorre a diverse pratiche di produzione audio-video, "sabotando" l'immagine mediatica di partenza con l'intento di attuare strategie di spiazzamento. 

 

Ore 22.50 - Sala 1

80 ENUGEAN di Jon Garaño e José María Goenaga (Spagna, 2010, 105’) 

Vincitore del Premio Speciale della Giuria al Festival MixMilano 2011. Axun, una donna sposata di 70 anni, viene chiamata dall’ospedale per prendersi cura dell’ex-marito della figlia, gravemente ferito in un incidente d’auto. In ospedale incontra dopo cinquanta anni Maite, la sua migliore amica di quando erano adolescenti. Tra di loro nasce lo stesso rapporto speciale di allora, fin quando Axun scopre che Maite è lesbica. Comincia così a riflettere sulla natura dei suoi sentimenti verso l’amica: le unisce solo l’amicizia o anche il desiderio? A 70 anni avrà il coraggio di superare la linea tra i due sentimenti? 

 

Jon Garaño, San Sebastián, 1974. Ha studiato Giornalismo e Pubblicità all'Università dei Paesi Baschi e Cinema presso la Sarobe Film School e a San Diego. Nel 2001 ha fondato la casa di produzione Moriarti Produkzioak, con altri quattro colleghi. Lavora come regista e sceneggiatore. 

José María Goenaga, Ordizia, 1976. Ha studiato Amministrazione a Manchester e San Sebastián e Cinema alla Sarobe Film School. Co-fondatore di Moriarti Produkzioak, ha realizzato cortometraggi e co-diretto il film di animazione Supertramps e il documentario Lucio.

 

 

Sabato 10 dicembre

 

AgenderTheory: ore 19 – Sala 1

Presentazione-performance di Diane Torr, autrice insieme a Stephen J. Bottoms di Sex, Drag and Male Roles: Investigating Gender as Performance (Paperback). 

 

AgenderFilm: ore 20.30 - Sala 2 

ESSERE LUCY di Gabriella Romano (Italia, 2011, 70')

Lucy può narrare quasi tutto il ventesimo secolo partendo da un punto di vista decisamente inascoltato: il suo racconto è la preziosa e unica testimonianza della vita di una transessuale che ha vissuto la guerra e il campo di concentramento, la sua è una delle pochissime voci che ricordano la condizione degli omosessuali durante il fascismo in Italia. 

 

Gabriella Romano, Torino, 1960. Film-maker indipendente, scrittrice e giornalista teatrale e musicale poi passata alla televisione. Nel 2009 ha realizzato il documentario L’enigma di Violet Gibson, sulla donna che tentò di uccidere Mussolini nel 1926, distribuito dall’Istituto Luce. 

 

Ore 20.30 - Sala 1

FAKE ORGASM di Jo Sol (Spagna, 2010, 81') – In sala il protagonista Lazlo Pearlman

Premiato al Film Festival di Malaga nel 2010, non è un film sui finti orgasmi ma, al massimo, sugli organismi finti! Non si occupa degli stereotipi né dei clichè che vedono le donne venire da Venere e gli uomini da Marte. FO è una risposta al fatto che viviamo in un mondo nel quale il bisogno di essere veri equivale a quello di essere falsi. Il film è su un artista (Lazlo Pearlman) la cui missione è cambiare il mondo, un pezzo per volta.

 
Jo Sol, Barcellona, 1968. Ha realizzato le sue prime produzioni in campo antropologico a Cuba, Messico e India tra il 1992 e il 1997. Nel 2000 ha diretto il suo primo lungometraggio, Tatawo, e nel 2005 il falso documentario El taxista ful. 

 

Ore 22.30 - Sala 1  

ROMEOS di Sabine Bernardi (Germania, 2011, 94')

In concorso alla Berlinale 2011. Lukas ha 25 anni, è bello ed è appena arrivato a Colonia, dove vive in una casa di sole donne. Ine, la sua amica del cuore, lo adora, lo fa entrare nella sua cerchia di conoscenze. Ma c'è qualcosa, nella vita di Lukas (e nella sua identità) che non è chiara. Le contraddizioni e l’amore esploderanno con l’apparizione di Fabio, suo coetaneo di origine italiana, prestante e virile. Romanzo di formazione e di "trasformazione", un inno alla pansessualità, un’appassionante avventura sentimentale carica di emozioni, tenerezze e palpiti. 

 

Sabine Bernardi, Monaco, 1974. Regista e sceneggiatrice freelance, ha studiato Scienze Politiche e poi alla scuola di cinema di Colonia, dove si è laureata nel 2005. 

 

A seguire

AgenderParty con dj’s e vj’s della scena queer e femminista internazionale, tra cui Silvia Trix, nei locali del Nuovo Cinema Aquila. 

 

 

Domenica 11 dicembre

 

AgenderTheory: ore 19 – Foyer Nuovo Cinema Aquila

Presentazione di Bruce(X)plotation (Atlantide Entertainment/Queer Frame), prima monografia italiana sul regista e artista Bruce La Bruce, a cura e con Cosimo Santoro. 

 

AgenderFilm: ore 20.30 - Sala 2 

WE WERE HERE di David Weissman e Bill Weber (Usa, 2011, 90')

L’arrivo nei primi anni ‘80 della “peste gay” sconvolge le vite di individui e di una intera collettività, provocando un terremoto politico e sociale. Un film sulla storica comunità di San Francisco, sulla generazione che ha sofferto e affrontato per prima l’epidemia dell’Aids, su ciò che la società dovrebbe offrire ai cittadini in quanto ad assistenza medica, servizi sociali e sostegno comunitario. 

 

David Weissman nel 1981 ha cominciato a studiare Cinema al City College of San Francisco, realizzando cortometraggi presentati in festival in tutto il mondo. Nel 1998 ha diretto con Bill Weber il documentario The Cockettes. 

Bill Weber dopo venti anni di montaggio per la pubblicità e i video musicali, adesso si dedica esclusivamente al documentario. Il primo del 1998 è The Cockettes. 

 

Ore 20.30 - Sala 1 

THE BALLAD OF GENESIS AND LADY JAYE di Marie Losier (Usa, Germania, Paesi Bassi, Belgio, Francia, 2011, 72')

Ritratto intimo di due vite che l’amore e l’arte hanno trasformato radicalmente. Genesis P-Orrige, figura culto della musica underground, fondatore dei Throbbing Gristle e di Psychic TV, e Lady Jaye, sua compagna e collaboratrice, hanno performato artisticamente la loro storia d'amore decostruendo i propri corpi, “Creating the Pandrogyne”, alla ricerca di una terza identità indivisibile. Utilizzando interviste, filmini di famiglia, riprese di performance, Losier ci avvicina agli artisti, rivelando in maniera gioiosa e commovente una nuova consapevolezza romantica.

 

Marie Losier, Francia, 1972. Newyorchese di adozione, ha realizzato numerosi “film ritratto” non convenzionali su artisti quali Mike e George Kuchar, Guy Maddin, Richard Foreman, Tony Conrad e Genesis P-Orridge. 

 

Ore 22.00 - Sala 1

IT CAME FROM KUCHAR di Jennifer M. Kroot (Usa, 2009, 96’) 

Molto prima di YouTube c'erano i film underground, oltraggiosi e no-budget dei gemelli George e Mike Kuchar, ribattezzati “i Mozart dell'8mm”, nei primi anni '60 animatori della scena underground newyorchese insieme a Andy Warhol. Selvaggiamente divertenti ma anche umani e delicati, i loro film sono stati d'ispirazione a molti registi: John Waters, Buck Henry, Atom Egoyan, Guy Maddin e Wayne Wang (intervistati nel documentario).

 

Jennifer Kroot ha studiato presso San Francisco State University e San Francisco Art Institute. Nel 2003 ha scritto, diretto e prodotto il lungometraggio di finzione Sirens of the 23rd Century, satira fantascientifica e neoclassica, proiettato in molti festival e cinema d’essai del mondo.

 

 

 

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La performance art è un'espressione che non ha niente a che fare con il teatro. Spesso si fa un uso inappropriato del termine performance. Nelle mie performance tutto ciò che avviene è reale, non c'è interpretazi

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